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SILP | Fondazione Scuola Italiana Logistica Portuale +39 329 4126151 info@fondazionesilp.org

Un percorso che parte da lontano

L’idea di costituire la Fondazione Scuola Italiana Logistico Portuale (SILP) prende forma il 9 dicembre del 2015, dunque più di due anni fa, nel l’ambito del convegno di presentazione del bilancio sociale di Intempo (uno dei partecipanti fondatori della Fondazione).

In quell’occasione emerse, con particolare chiarezza, quanto il tema della formazione professionale in ambito logistico portuale fosse stato fino ad allora tenuto ai margini del dibattito politico istituzionale, mentre, al contrario, in considerazione delle trasformazioni in corso nel comparto, esso dovesse essere portato al centro del dibattito ed in cima all’agenda politica per essere affrontato con maggiore coraggio, superando la tradizionale dimensione localistica e con uno standing nazionale.

Parte di questo ragionamento –  su richiesta di Intempo – era stato sviluppato da Isfort (secondo partecipante fondatore della Fondazione) nell’ ambito di un contributo tecnico scientifico in merito alla questione del lavoro e dei fabbisogni professionali nel mondo portuale italiano presentato nel corso dell’iniziativa.

Tale contributo, tra le altre cose, segnalava infatti l’assenza in Italia di un ente diprestigio e di rilevanza nazionale in grado di provvedere all’aggiornamento ed alla qualificazione professionale degli addetti alle attività logistico-portuali, contrariamente a quanto accade nei principali Paesi marittimi europei.

Oltre a Germania, Olanda e Belgio, anche in Paesi mediterranei come la Spagna tali strutture vantano infatti una consolidata esperienza.

Le prime ipotesi condivise da Isfort e Intempo sono state poi successivamente consolidate grazie all’avvio della riforma sostanziale del  quadro regolatorio e istituzionale del mondo portuale poi confluita nel Decreto Legge n. 169 del 4 agosto 2016 e successivamente completata dal comma 577 della legge finanziaria 2018 (Legge n. 252 del 27 dicembre 2017) e dal decreto legislativo n. 232 del 13 dicembre 2017.

La definizione di un nuovo quadro normativo di riferimento – fra l’altro ispirato da un approccio più nazionale che locale dello sviluppo della portualità italiana –  ha quindi ulteriormente posto in evidenza la lacune del sistema formativo del comparto logistico portuale che in estrema sintesi possono essere ricondotte all’assenza di:

  • una offerta formativa specializzata e tecnologicamente avanzata;
  • un soggetto di rilevanza nazionale ed altamente specializzato in grado di competere con le altre realtà europee per l’accesso ai finanziamenti comunitari;
  • un soggetto terzo in grado di rivolgersi alla dimensione pubblica e a quella privata dei Porti;
  • una realtà imprenditoriale capace di raccogliere una domanda sufficientemente ampia per sostenere gli investimenti in macchinari e attrezzature;
  • una struttura formativa per coniugare i percorsi di scolastici/universitari con l’evoluzione delle imprese dei cluster marittimo, portuale e logistico.
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